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venerdì 7 agosto 2009

Pomeriggio a passeggio nel Medioevo.....



Caldissimo pomeriggio d'estate, un caldo a dir poco scoraggiante però chiusi in casa è un peccato pensando all'inverno che arriverà e ovviamente sembrerà interminabile. Decidiamo così di uscire per andare al Borgo Medioevale, nel Parco del Valentino, meta di molti torinesi specie la domenica e tappa anche di molti sposi il giorno del matrimonio per fare le foto, si perchè il parco è bellissimo nonchè molto curato e pieno di fiori e piante rare.
Essendo un giorno lavorativo il parco è pressochè deserto e troviamo posteggio a pochissimi metri dall'ingresso del borgo. Arriviamo con tramezzini e bibite, per una specie di picnic molto molto improvvisato tanto per goderci più possibile quel bellissimo posto senza pensare al pranzo.
Sono stata lì tantissime volte eppure ogni volta ha un fascino particolare, come se fosse la prima. Di colpo ci si ritrova in un'atmosfera quasi magica, davvero un viaggio indietro nel tempo. Pur non essendo originale medievale, ma costruito molti anni dopo in occasione dell'esposizione generale italiana, ha comunque un fascino molto particolare secondo me.
Ora alcuni brevi cenni storici sul borgo e sulla foto che pubblico:
Ideato da un gruppo di artisti e intellettuali coordinati da Alfredo D'Andrade e costruito in occasione dell'Esposizione Generale Italiana del 1884, il Borgo presenta forma, struttura, finiture e decorazioni scrupolosamente riprese da edifici quattrocenteschi del Piemonte e della Valle d'Aosta. La Rocca è aperta al pubblico, con un percorso di visita in cui la vita e l'atmosfera dell'epoca sono ricostruite negli splendidi ambienti della dimora del Signore con effetti di suoni, di luce e di profumi; il percorso comprende ora anche il "Giardino delle Delizie".
La casa nella foto è Casa Aschieri, da Bussoleno (Valle di Susa), con danza dei folli, affresco copiato dal fronte di un'osteria in seguito distrutta, a Lagnasco (Cuneo).

Per chi fosse interessato a visitare il Borgo Medioevale o comunque a saperne di più ecco il bellissimo sito web con tanto di visite virtuali:

http://www.borgomedioevaletorino.it/

giovedì 30 luglio 2009

Una tragedia.... che si poteva evitare?

La notizia ieri sera al telegiornale, che si segue spesso cenando. A Catania una giovane madre soffoca con un cuscino il suo piccolo di trenta giorni perchè, così diceva l'articolo, piangeva troppo e lei non ce la faceva più. All'orrore che si prova sentendo una simile notizia subito seguono i commenti di uno psicologo che parla di "depressione post-partum" e poi parla anche di "follia".
La stessa notizia descritta da giornalisti diversi cambia in alcuni particolari, e io faccio ovviamente riferimento a quel che ho sentito ieri sera al telegiornale.
L'articolo parla di una giovane con due bambini, uno di trenta giorni e l'altro di poco più di un anno, con una situazione affettiva instabile, pare avesse un compagno che non ha voluto neanche riconoscere suo figlio, figuriamoci come le stava vicino. Ho pensato a lungo, anche perchè ci sono passata e so come ci si sente dopo il parto, quando subentra una stanchezza fisica ma anche molto mentale, nel momento in cui invece avresti paradossalmente più bisogno di energie sia fisiche che mentali per far fronte alle nuove responsabilità, accudire un neonato e magari ci sono anche altri figli in casa, per cui pulire, lavare,stirare, cucinare ecc ecc quando la notte non puoi dormire perchè il piccolo piange e va accudito. Dopo qualche settimana di quella vita ci si sente davvero a terra in tutti i sensi. Spesso si sente dire che il parto non è una malattia o un intervento, ovvio che non lo è, ma spesso lo dicono persone che o sono medici maschi o comunque son persone che non han provato, bella gente queste cose bisogna provarle sulla propria pelle! Sia ben chiaro che NIENTE giustifica un gesto così orribile ma, come per ogni cosa, si cerca una spiegazione, cosa ben diversa, si cerca di capire se un fatto così grave poteva essere evitato.
Due bimbi piccoli significano non dormire di notte per seguirne uno e non dormire di giorno per seguire l'altro, e questo va avanti per mesi, aggiungiamo poi che di sicuro bisogna sbrigare un minimo di faccende domestiche e, anzi, con due figli neanche tanto un minimo. Se poi aggiungiamo una vita affettiva disastrosa e non viene difficile immaginare magari anche problemi economici beh... il cocktail è davvero esplosivo.
A questo punto mi sentirei di dire che piuttosto che usare la sindrome post-partum come capro espiatorio perchè non puntare il dito contro chi doveva stare vicino a questa donna e non l'ha fatto? La famiglia in primo luogo, dov'era? Aveva manifestato sintomi depressivi ed è stata ignorata o sottovalutata? Era seguita da qualcuno, tipo assistenti sociali, parrocchia o altro? Visto e considerato che sono fatti che non capitano poi neanche tanto di rado forse sarebbe ora di cominciare a porci certi interrogativi?
Resta la tristezza infinita di quel piccolo angelo venuto al mondo da poco, in questo mondo che così presto e così tragicamente ha dovuto abbandonare.....

lunedì 13 luglio 2009

Passeggiata attraverso la storia.......



Sabato scorso (11 Luglio) non era una giornata caldissima o, meglio, era un bel caldo secco e ventilato, l'ideale per uscire a passeggio. Siamo così andate io e mia figlia a fare un bel giro nel popolare quartiere di Porta Palazzo, camminando a lungo tra i numerosi e variopinti banchi dell'antico mercato. Dopo una breve sosta ristoratrice presso il dehor di un bar in Galleria Umberto I, abbiamo ripreso la passeggiata fino ad arrivare ai piedi delle Porte Palatine, che ho visto da vicino tante tante volte da quando abito a Torino eppure ogni volta è un'emozione, forse indescrivibile. Ci si ritrova per un attimo a fare un salto indietro nel tempo, fino al 25 A.C., anno in cui furono edificate. Ma ora qualche accenno storico: Le Porte Palatine, nome con cui è comunemente nota la torinese Porta Palatina (in piemontese Pòrta Palatin-a o Tor Roman-e), sono una costruzione romana che consentiva l'accesso da settentrione ad Augusta Taurinorum, la civitas ( la città) romana che oggi prende il nome di Torino. Gli imponenti resti dell'antica struttura sono visibili al centro di un'area aperta, l'odierna Piazza Cesare Augusto.
L'edificazione delle Porte Palatine, conosciute in epoca romana come Porta Principalis, è avvenuta tra la fine del
I secolo a.C. e l'inizio del I secolo, periodo a cui risale la fondazione di Augusta Taurinorum. Oggi l'antica Porta Principalis si staglia di fronte al visitatore con le due torri a sedici lati e il corpo centrale, ma solo quest'ultimo è opera autentica degli architetti romani. Le torri vengono erette in epoca posteriore e subiscono numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli: i merli, ad esempio, sono aggiunti nel 1404.
Il nome Porta Palatina proviene da Porta Palatii, termine che indicava la contiguità del Palatium Imperiale alla fine del
XII secolo, un edificio divenuto poi sede dell'amministrazione comunale. Il Palatium ospita molte presenze illustri nel corso dei secoli, dai sovrani Longobardi ai controversi soggiorni di Carlo Magno e Carlo il Calvo.
Il processo di rinnovamento urbanistico avviato nei primi decenni del
Settecento da Vittorio Amedeo II di Savoia prevede la scomparsa delle Porte Palatine. Lo smantellamento non viene poi attuato grazie all'intervento dell'ingegnere Antonio Bertola, che riesce a convincere il Duca della necessità di preservare l'antica opera architettonica. Non si conoscono le argomentazioni addotte dal Bertola a sostegno della sua tesi, ma è lecito supporre che egli abbia evocato alcuni concetti impliciti nell'architettura romana: la cinta muraria intervallata da porte d'accesso non ha solo uno scopo difensivo, serve anche a marcare la differenza in termini di civiltà tra un accampamento barbarico e una civitas romana.
Nel
1724 l'edificio annesso alle Porte Palatine cambia la sua destinazione d'uso e diventa prima il carcere del Vicariato, poi un istituto dove sono detenute donne accusate di delitti comuni. Tra il 1860 e il 1934 una lunga serie di interventi cerca di restituire, per quanto possibile, l'immagine originaria delle Porte Palatine: si riapre l'antica duplice porta e si isola la struttura dal contesto urbano circostante, abbattendo un gruppo di vecchie case troppo a ridosso del monumento.
Le abbiamo attraversate con calma, immergendoci in quel breve ma emozionante viaggio nel tempo....... bellissimo!
(per gli accenni storici, fonte: wikipedia)

giovedì 2 luglio 2009

Una coppia di fidanzati giapponesi truffati a Roma.......

Una coppia di fidanzati giapponesi in viaggio a Roma si ferma a pranzo in un noto ristorante (così dicono le cronache), e al momento del conto si vede chiedere l'esorbitante cifra di ben 600 euro per un pranzo, compresi ben 115 euro di mancia! (a parte il conto esageratissimo ma da quando da noi nei conti dei ristoranti è compresa una quota-mancia?). Viene da chiedersi per una cifra simile che prelibatezze e rarità culinarie siano mai state servite ai due giovani? Macchè...... I due malcapitati, è il caso di dirlo, pagano, escono e si dirigono immediatamente nel più vicino commissariato a denunciare il fatto. La denuncia è per truffa ovviamente, ma non è tutto, dai controlli effettuati sul locale sono pure emerse gravi carenze igieniche oltre alla presenza nel ristorante di frigoriferi non funzionanti, bella roba davvero, non riesce difficile immaginare in quali condizioni venissero preparati i pasti venduti ai turisti a peso d'oro, che vergogna! Viene da chiedersi da quanto tempo andasse avanti la cosa e non solo, in quante altre città turistiche capitano fatti analoghi? Ancora per quanto passeremo per un paese di disonesti, furbi e intrallazzatori sempre e solo per colpa di qualcuno? Non mi aspetto le scuse dei responsabili, sarebbe troppo comodo, mi aspetto giustizia, ma quella vera, quella che ogni italiano ormai invoca ogni santo giorno. Personalmente, come semplice cittadina, vorrei poter porgere le scuse ai due fidanzati giapponesi, anche memore dello splendido trattamento che ho ricevuto quando sono stata in Giappone, dove una delle prime cose che mi ha colpita per tutta la durata del mio soggiorno là è stata proprio la correttezza delle persone che, in un ristorante o negozio che sia, hanno a che fare con turisti stranieri.

Nubifragio su Torino.......



Ieri nel tardo pomeriggio su Torino si è abbattuto un violentissimo nubifragio. Mi trovavo fuori casa, stavo guidando, quando il tutto si è scatenato in un attimo, cominciando con la pioggia violentissima (i tergricristalli alla massima velocità non erano sufficienti!) e cadeva anche la grandine. In un attimo si sono otturati i tombini, le strade si allagavano, l'acqua cadeva con così tanta violenza da rendere la visibilità scarsissima e dunque estremamente pericoloso il trovarsi alla guida di un veicolo. Eppure strada facendo non ho trovato dove potermi fermare in sicurezza, l'unica cosa da fare restava rendere il veicolo più possibile visibile accendendo tutte le luci e procedere più lentamente possibile, ma questo ovviamente non bastava o, almeno, sarebbe stata una procedura corretta se non fosse stato per i soliti imbecilli (e come altro definirli del resto...) che procedevano a tutta velocità, lo stesso come capita quando le strade sono ghiacciate oppure c'è la nebbia. Ad un certo punto un'auto, che procedeva ad elevata velocità mi è passata vicinissima sollevando un'onda di acqua praticamente, che per alcuni interminabili secondi mi ha azzerato la visibilità anteriore e laterale sinistra, siamo stati fortunati, se fosse sopraggiunto un veicolo o, peggio ancora, un pedone di corsa in cerca di riparo non oso immaginare come sarebbe potuta andare a finire. Ma siamo ancora tra i fortunati che sono tornati a casa sani e salvi. Non è andata altrettanto bene ad altre sfortunate persone, chi è stato investito, chi si è visto la casa bruciata da un fulmine, è anche morto un volontario dei vigili del fuoco, un bollettino davvero pesante per la mia città. Eppure stasera, mentre cenavamo, guardando un famoso telegiornale di cosa han parlato, oltre al resto ovviamente? Del nubifragio che un'ora prima era caduto su Roma..... e noi a Torino chi siamo? Cittadini di serie B? Del resto è quello che ci fanno sentire, altro che sentirci europei! Nemmeno italiani ci fanno sentire! Forse ne han parlato in qualche tg regionale, sta di fatto che non eravamo degni della prima serata.... Eppure i titoli di un quotidiano recitano testuali parole: "Uragano su Torino: fulmine centra casa, due bimbi travolti, morto un volontario dei vigili del fuoco", eppure non siamo stati degni di nota...........

martedì 16 giugno 2009

Voglia di torta?




Voglia di torta e in casa non c'è niente di dolce, magari è tardi ed è tutto chiuso, capita! Ma si può facilmente assecondare questa voglia improvvisa di torta con pochi,semplici ingredienti ed un forno a microonde.

Ingredienti:

4 cucchiai di farina
4-5 cucchiai di zucchero (dipende dai vostri gusti aggiungerne o meno)
2 cucchiai di cacao amaro in polvere
1 uovo
3 cucchiai di latte
3 cucchiai di olio vegetale
1 tazza adatta per microonde

Preparazione:

Mescolare prima farina, zucchero e cacao, quindi aggiungere latte,olio e l'uovo. Mescolare bene affinchè non ci siano grumi. Mettere a cuocere nel microonde alla massima potenza per 4 minuti. Spegnere il microonde quando il preparato esce dalla tazza. Lasciar raffreddare e servire magari su un piattino spolverizzando di zucchero a velo. Volendo si possono utilizzare degli stampi per muffins, in plastica, facilmente reperibili nei negozi di casalinghi, e l'effetto è quello che vedete nelle mie foto.

Dimenticavo! I dolcini sono opera di mia figlia ehehe

sabato 6 giugno 2009

Grazie, anonimo filosofo!



Giorni fa io e mia figlia ci siamo recate a fare la spesa al mercato che c'è in fondo al corso dove abitiamo. Dopo aver posteggiato come d'abitudine ho aperto il bagagliaio per prendere una borsa vuota da riempire poi con gli acquisti, e lì la nostra attenzione è stata attratta da una scritta sul muro di una casa adiacente il marciapiede dove mi ero fermata con l'auto.
Da notare, secondo me, la precisione con cui è vergata, senza sbavature di colore, senza errori e poi quel punto esclamativo finale che ne fa un monito, non trovate? I muri delle città sono pieni, purtroppo, di scritte che spesso sono un inno alla volgarità, al razzismo e altro e si immagina che magari siano scritte nottetempo con la paura di essere scoperti, per cui chi le produce non bada certo all'ortografia, non parliamo dei contenuti. Ma questa è ben diversa!
Vittime, non tutti lo siamo! Cosa mai avrà voluto dirci questo anonimo filosofo di strada? (visto e considerato quanto ci ha dato da pensare, e quanto ne darà magari a voi che leggete, non saprei come diversamente definirlo se non filosofo.....)
Forse che, pur credendoci vittime, non sempre lo siamo? Magari, chissà, il ruolo della vittima è in qualche modo attraente...... Oppure ci crediamo vittime anche quando addirittura siamo carnefici? O forse più semplicemente, e qua davvero divago, chi l'ha scritta è una persona suo malgrado relegata al ruolo di carnefice da un'ipotetica vittima che poi a conti fatti tanto vittima non è? Chissà...... Fatto sta che ne abbiamo parlato a lungo e ancora oggi, a distanza di giorni, ne riparliamo. Per una volta una scritta sul muro ci ha fatto pensare e riflettere a lungo, e non, come solito, pensare che c'è gente che non ha di meglio da fare.

martedì 14 aprile 2009

Saluti e ringraziamenti

Salve a tutti! Volevo pubblicamente ringraziare mia figlia, Mari, e Valella per i commenti che mi hanno scritto riguardo al mio articolo sul Reiki. Dopo aver scritto e pubblicato quell'articolo l'ho riletto un sacco di volte pensando che magari non era scritto bene, che non rendeva l'idea e di sicuro era incompleto. I vostri commenti invece mi hanno incoraggiata e non poco devo dire, grazie!
Rispondo alla domanda di Valella da qui poichè non ho un suo indirizzo e-mail. Ho frequentato il corso di Reiki primo livello presso l'Unitre, dove avevo cominciato a seguire alcuni corsi e quello di Reiki è arrivato ad anno accademico inoltrato, mi ci sono iscritta subito con entusiasmo, ero troppo curiosa! Il mio Master teneva corsi di Reiki anche in altre sedi, e io l'ho poi seguito quando ho deciso di iscrivermi anche al corso di secondo livello. L'esperienza è stata entusiasmante e gratificante, mai per un momento ho avuto dubbi o tentennamenti, ma tutto devo al mio Master che ha saputo spiegare le cose in maniera chiarissima e, sopratutto, al fatto che i livelli non ce li dava così nel giro di un giorno-due come fanno molti, cosa che, ripeto, secondo me è sbagliata. La fretta è sempre cattiva consigliera, in ogni cosa, e anche nel Reiki, bisogna capire bene cosa si sta facendo, fare domande, ottenere risposte, e prendere questa decisione in maniera se non altro consapevole. Molti dubbi possono rimanere anche dopo, è umano questo, però almeno si è sicuri di essere partiti col piede giusto. La mia fortuna, ripeto, è stata quella di incontrare un Master di quelli seri, che non chiedono soldi in cambio di attivazioni, per cui non devono attivare per forza le persone, si seguivano i corsi e solo chi se la sentiva arrivava all'attivazione e prendeva il primo livello magari fermandosi lì, altri, come me, han proseguito fino al secondo livello. Pubblico qua il mio indirizzo e-mail se qualcuno volesse eventualmente scrivermi e poter così comunicare più comodamente: thewallofuraganomary@yahoo.it
Grazie ancora!