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giovedì 2 luglio 2009

Una coppia di fidanzati giapponesi truffati a Roma.......

Una coppia di fidanzati giapponesi in viaggio a Roma si ferma a pranzo in un noto ristorante (così dicono le cronache), e al momento del conto si vede chiedere l'esorbitante cifra di ben 600 euro per un pranzo, compresi ben 115 euro di mancia! (a parte il conto esageratissimo ma da quando da noi nei conti dei ristoranti è compresa una quota-mancia?). Viene da chiedersi per una cifra simile che prelibatezze e rarità culinarie siano mai state servite ai due giovani? Macchè...... I due malcapitati, è il caso di dirlo, pagano, escono e si dirigono immediatamente nel più vicino commissariato a denunciare il fatto. La denuncia è per truffa ovviamente, ma non è tutto, dai controlli effettuati sul locale sono pure emerse gravi carenze igieniche oltre alla presenza nel ristorante di frigoriferi non funzionanti, bella roba davvero, non riesce difficile immaginare in quali condizioni venissero preparati i pasti venduti ai turisti a peso d'oro, che vergogna! Viene da chiedersi da quanto tempo andasse avanti la cosa e non solo, in quante altre città turistiche capitano fatti analoghi? Ancora per quanto passeremo per un paese di disonesti, furbi e intrallazzatori sempre e solo per colpa di qualcuno? Non mi aspetto le scuse dei responsabili, sarebbe troppo comodo, mi aspetto giustizia, ma quella vera, quella che ogni italiano ormai invoca ogni santo giorno. Personalmente, come semplice cittadina, vorrei poter porgere le scuse ai due fidanzati giapponesi, anche memore dello splendido trattamento che ho ricevuto quando sono stata in Giappone, dove una delle prime cose che mi ha colpita per tutta la durata del mio soggiorno là è stata proprio la correttezza delle persone che, in un ristorante o negozio che sia, hanno a che fare con turisti stranieri.

1 commento:

Unknown ha detto...

Sono d'accordissimo con te!
Proprio ieri ho letto questa notizia sul quotidiano Il Giornale e ne parlavo con Kyoko. E' veramente una vergogna! E tra l'altro, l'articolo (non si sa perche') non menzionava il nome del ristorante, ma solo la via.
Non conosco Roma, pero' ho fatto una ricerca su Google ed e' venuto fuori che il ristorante in questione e' un certo Passetto. E' giusto che si sappia affinche' altri turisti in buona fede non cadano nella stessa trappola dei due fidanzati giapponesi.
Tra l'altro, sul loro sito non hanno nemmeno UNO straccio di prezzo! E questo la dice lunga sulla serieta' dei gestori, persone evidentemente avvezze ad infinocchiare i clienti, specialmente se turisti.

Le gravi condizioni igieniche emerse dall'indagine e' un doppio smacco per questi quattro truffatori a cui mi auguro non venga mai piu' riaperto quel locale!

La cosa piu' triste, pero', e' che chissa' quanti altri postacci del genere ci sono non solo a Roma, ma in tante altre citta' d'Italia. Le classiche "tourist traps" dove si strapaga per mangiare delle porcherie preparate in cucine luride.
E' davvero un controsenso se ci pensi. Molte localita' sopravvivono principalmente grazie al turismo, eppure sembra quasi che certi commercianti disprezzino quei soldi che invece permettono loro di non dover chiudere baracche e burattini. Roba da matti!

E non stupiamoci poi se gli stereotipi si propagano come niente, e se la nostra fama all'estero non e' sempre delle piu' lusinghiere. Purtroppo bastano un paio di persone senza scrupoli per rovinare il duro lavoro onesto di tanti altri commercianti come si deve.

Speriamo che questo fatto serva da monito ai tanti altri furbacchioni che hanno lo stesso vizietto.

Ciao e continua cosi'!!

Mari