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venerdì 4 gennaio 2013

Un'Epifania davvero suggestiva!

Il posto per eccellenza, è il caso di dirlo, per trascorrere una magica Epifania! Un ringraziamento alla Signora Jose che mi ha dato questo volantino.

mercoledì 19 settembre 2012

I sentimenti al tempo del web

Come tutti possiamo notare, il mondo va avanti, inarrestabile! Per secoli le generazioni si sono succedute senza grossi cambiamenti, salvo qualche miglioria che poteva rendere la vita un pò piu' facile. Poi, a partire dagli anni '60 del secolo scorso qualcosa accade, un qualcosa di potente che nel giro di pochi decenni sconvolge abitudini, stili di vita, modi di pensare e tanto altro. Senza dilungarmi e andare nei particolari, perchè non è questo l'argomento di cui voglio parlare, era giusto una piccola introduzione, arriviamo ai tempi attuali e parliamo dei sentimenti al tempo del web. La comunicazione tra esseri umani ha raggiunto livelli fino a pochi anni fa impensabili. Spedisci una lettera, che ormai tutti chiamiamo "e-mail" e in pochi secondi arriva dall'altra parte del mondo, spettacolare solo a pensarci, anche se ormai lo diamo quasi per scontato. Siamo così parte di un villaggio globale, e ne prendiamo sempre piu' coscienza. I fruitori di queste meravigliose tecnologie però, e non dimentichiamolo, sono esseri umani e, come tali, fatti si di carne ed ossa come si suol dire, ma anche, e, oserei dire, sopratutto di emozioni e sentimenti! Oggi è normale fare amicizia nel web, ed incontrare magari anche l'anima gemella. Ma vi siete mai chiesti quali possano essere gli aspetti positivi e quindi anche quelli negativi di questo nuovo stile di vita? L'aspetto positivo può essere quello che conosci una persona per quel che è, per quel che pensa, per ciò che ha dentro prima di come appaia esteriormente. Ma attenzione, ciò nasconde comunque delle insidie. La prima da considerare è che dietro ad un pc, smartphone o tablet che si voglia, ci si può "creare" un personaggio che in realtà non esiste, e chi fa questo poi abitualmente gioca con i sentimenti altrui. Per cui poi capita di affezionarsi ad una persona che si esiste, ma in realtà non è ciò che sembra. Ritengo utile il confronto con persone che abbiano avuto esperienze, sia positive che negative ovviamente, ciò può essere di aiuto ad altri per non cadere in qualche facile trappola sentimentale. Perciò vi lascio e vi saluto con una domanda: per fare nuove amicizie preferite i metodi tradizionali di incontro o il web? Alla prossima! Uragano

martedì 28 agosto 2012

Generazione Green

Crescere una generazione "Green" come si dice oggi è, secondo me, un dovere che abbiamo noi adulti di oggi. La salute del nostro pianeta va male, e lo sappiamo tutti. Tonnellate di rifiuti si producono ogni giorno, smaltirli correttamente e riciclarli è impresa non da poco e, sopratutto, non sempre possibile dappertutto. Perciò penso che sia nostro dovere investire sulle nuove generazioni, partendo proprio dai bambini. Per fare questo in maniera fruttuosa bisogna che i punti cardine siano due: la famiglia e la scuola. E' importante insegnare ai propri figli, fin da piccoli, a rispettare l'ambiente, a fare scelte eco-sostenibili, a non cedere alle lusinghe del consumismo e a riciclare quando è possibile. Negli asili, ad esempio, attraverso attività ludiche si può insegnare ai bambini a riutilizzare alcuni contenitori di plastica, tipo quelli dei detersivi, per trasformarli in porta matite o porta oggetti utili già all'interno della vita scolastica stessa. Si deve parlare di smaltimento corretto dei rifiuti, insegnando loro la differenza tra plastica e vetro per quanto riguarda il contenitore che dovrà accogliere questi oggetti una volta finito di usarne il contenuto. Le attività insomma sono molte, e, davvero, tantissimo si può fare! A casa poi il discorso deve continuare.Quante volte sento adulti dire "Che barba la raccolta differenziata, se butto tutto nello stesso bidone tanto che cambia?". Certo così ad un bambino non solo non insegni niente di costruttivo, dai un cattivo esempio e in piu' gli fai credere che in fondo, ma si, se butto la carta per strada o le lattine nei rifiuti indifferenziati non faccio poi gran danno. Siamo figli del boom economico che se, da una parte, ha permesso anche ai ceti sociali piu' modesti di avere piu' cose rispetto ad un tempo, dall'altra ha prodotto tutta una serie di problemi di inquinamento di varia natura. Problemi che oggi stiamo pagando e a cui si tenta di porre rimedio, ma il rimedio deve essere prima dentro di noi e poi, di conseguenza, nelle nostre azioni! Provengo da una generazione che molte di queste problematiche le ignorava perchè non esistevano. In prima elementare avevamo una cartella che ci durava per cinque anni se non di piu', la maggior parte di noi ignorava cosa fosse un "brand" come si dice oggi, gli acquisti si facevano spesso nel negozio sotto casa, quello che oggi qualcuno ha ribattezzato "chilometro zero"insomma. Ignoravamo i contenitori di plastica e gli imballaggi per come li intendiamo oggi, i cibi si compravano a peso nei negozi e, molti di noi ricordano di sicuro, si compravano cose tipo formaggi o tonno incartati nella carta velina. Spazzatura se ne produceva pochissima, le cose si facevano durare, molte, è vero, erano anche progettate per durare. Oggi si parla di "obsolescenza programmata", un altro flagello che sta contribuendo ad intossicare il nostro pianeta! E' sui bambini che dobbiamo investire, facendo in modo che tornino ad essere come eravamo noi che negli anni sessanta, pensateci bene, vivevamo "Green" anche se ancora non si diceva così!

venerdì 9 marzo 2012

La società dei liberi pensatori

La società odierna ci offre mille cose utili e divertenti ma, al contempo, ci complica la vita in diversi modi.
Andare d'accordo col nostro prossimo è sempre piu' difficile, divergenze politiche, religiose e perchè no pure sportive, fanno si che i rapporti interpersonali vengano inquinati.
Le diversità dovrebbero arricchire i rapporti tra le persone, invece ne acuiscono le chiusure mentali, grazie agli ottusi che sono convinti che il "loro" modo di pensare sia il migliore e quello piu' giusto.
Personalmente mi ritengo una libera pensatrice, nel senso che mi piace pensare da sola, non impongo il mio modo di pensare e di vedere la vita a nessuno ma, ahimè, sempre meno trovo un mio simile.
Il mio sogno è, o meglio sarebbe, quello di vivere in una società di liberi pensatori, ma la vedo sempre piu' un'utopia.
Là dove non arriva la politica arriva la religione, pericolosi sostituti del pensiero personale. Quanti si affidano ad una, all'altra o ad entrambe, pur di non pensare da soli? Troppi secondo me.
....... e rimane il sogno della società dei liberi pensatori.

sabato 1 ottobre 2011

Facebook e i tempi moderni

Salve a tutti! Spero che qualcuno ancora mi segua, anche se ultimamente sto scrivendo proprio pochino eh? Tutta una serie di vicissitudini della mia vita, purtroppo non sempre belle, han fatto si che la mia voglia di scrivere si sia un pò affievolita. Ma non dimentico il mio blog comunque sia e neanche chi mi seguiva, perciò ho deciso di usare uno strumento modernissimo, cioè il badge di Facebook! Così chi lo desidera può aggiungermi anche lì, e sarò io stavolta a leggere voi anzichè il contrario! :)

giovedì 21 aprile 2011

I will love you forever

I love you so deeply,
I love you so much,
I love the sound of your voice
And the way that we touch.
I love your warm smile
And your kind, thoughtful way,
The joy that you bring
To my life every day.
I love you today
As I have from the start,
And I'll love you forever
With all of my heart.


....tra le mie scartoffie ho ritrovato questa poesia, bellissima e profonda, ricordo dei miei due anni all'Unitre.... che ricordi!
L'autore, leggo, è anonimo...... che spirito nobile!

La scuola del dolore

La "scuola del dolore" è quella che, ad ogni età, ci fa crescere, maturare e capire.... certo ognuno di noi se potesse salterebbe volentieri quelle lezioni che però sono così importanti! Ecco perchè la vita ci manda a quella scuola senza darci alcun preavviso... a volte davvero bisogna meditare su queste cose per capire che non tutto ciò che ci succede è negativo o deleterio, anzi! Forza e coraggio dunque ai sofferenti per ogni tipo di problema, fisico o sentimentale che sia..... tutto passa, tutto serve!



fonte: la mia vita e quel che ho imparato strada facendo

Le amicizie che nascono con una data di scadenza

Che nella vita niente duri per sempre penso sia una cosa che apprendiamo presto, anche se è piu' difficile convincersene.

Niente dura in eterno, cose materiali e non, e quindi anche le amicizie, anche quando può sembrare il contrario.

La mia non è una visione pessimistica della vita e dei suoi aspetti, anzi, è solo una considerazione che in qualche modo mi ha insegnato a non prendermela piu' di tanto quando certe cose accadono, ma andiamo per ordine.

Noi tutti desideriamo in qualche modo avere uno o piu' amici, soli si sta male, si sa, e anche chi ha una famiglia comunque desidera coltivare amicizie.

Nella vita ho imparato che ci sono amicizie che nascono già con una data di scadenza, strano vero?

Eppure è così, e sono quelle amicizie che partono "bene", ti senti come se conoscessi l'altra persona da sempre, e per chi ci crede viene anche da pensare e convincersi che la conoscessi da una vita precedente.

Invece dopo un periodo piu' o meno breve questa amicizia finisce, sfuma, in qualche modo si sgonfia come un soufflè riuscito male, e viene da dire che è un peccato!

Ma dal punto di vista "energetico" ho imparato che quando ciò accade è la vita che decide per noi, e, dunque, per il nostro bene.

Non potremo mai sapere il perchè, ma partendo dal presupposto che a tutto c'è un perchè in qualche modo, se ci pensate, la cosa si spiega. Forse quella persona ci avrebbe fatto del male, forse ci saremmo fatti del male a vicenda o chissà che altro, insomma non era una cosa buona che doveva continuare.

In questi casi accanirsi è controproducente, quando gli amici si allontanano da noi bisogna lasciarli andare, anche se è dura e magari anche triste da mandare giu' come cosa, ma la vita poi in qualche modo ci farà capire il perchè.

Forza e coraggio dunque a chi sta magari rimuginando su un'amicizia di questo tipo...... ormai scaduta.......

Il vero amico

"Il vero amico non è colui che ti asciuga le lacrime, ma colui che non te le fa cadere!" Jim Morrison

Il mondo, e non solo quello virtuale, è pieno di citazioni piu' o meno felici sul concetto di amicizia e quindi di amico.

Le parole di J.Morrison paiono confortanti, specie per chi si trova nella condizione di versare lacrime per un'amicizia finita.

A me personalmente non consolano poi piu' di tanto perchè ho sempre pensato che il vero amico è colui il quale ti fa ANCHE piangere, dicendoti le cose come stanno.

Magari una persona si sta accanendo dietro un'amicizia sbagliata, si fa del male e se ne farà ancora di piu'e l'amico, penso, in quel caso abbia il dovere di dire le cose come stanno, e non di compiacerci.

Che ne pensate?

mercoledì 7 aprile 2010

Trucco da sera

Cleopatra (è il suo nome d'arte) studia per diventare estetista e da un pò di tempo ha iniziato a "produrre" tutorial per insegnarci l'arte del trucco, carinissima davvero!

sabato 16 gennaio 2010

Torta di mele un pò come la faceva Nonna Papera

Ricordate la torta di mele di Nonna Papera, così come la vedevamo nei fumetti? Ecco un bel video che insegna come farla, è buonissima! Una torta popolarissima negli States che di solito si serve accompagnata con gelato....... slurp!

Ingredienti:
(come unità di misura si adopera una tazza, una qualsiasi, l'importante è che durante il dosaggio degli ingredienti sia sempre la stessa) 1 tazza e 3/4 di farina bianca 1/2 cucchiaino di sale 1/2 tazza di burro 3 cucchiai da tavola di olio vegetale 1/2 tazza di acqua fredda l'impasto, una volta preparato, va avvolto nella pellicola e messo in frigorifero per due ore. La quantità di mele, a quanto pare, è a piacere, una volta messe a pezzetti sull'impasto cospargerle con un pò di zucchero mischiato con cannella e noce moscata, quindi fiocchetti di burro. Cuocere in forno a 200 gradi ( 400 gradi Fahreneit corrispondono a 200 gradi Celsius) per 45-50 minuti

lunedì 19 ottobre 2009

Rubin "Hurricane" Carter


Correva l'anno 1976, per molti di noi un anno che riporta all'adolescenza e ai relativi ricordi.


La radio trasmetteva una canzone gettonatissima in quel periodo, "Hurricane" di Bob Dylan e molti di noi erano corsi a comprare il 45 giri, i più fortunati l'intero lp.


Una canzone lunghissima, tant'è che nel 45 giri occupava addirittura entrambe le facciate; sulla copertina era riportato l'intero testo ed io con alcuni compagni di scuola c'eravamo avventurati nella traduzione dall'inglese all'italiano, impresa che ci riuscì non senza difficoltà, e così facendo ce l'eravamo imparati a memoria.

A distanza di tanti tanti anni ancora la ricordo e vorrei qui ripercorrere brevemente la storia di questa canzone accompagnandola con questo video compreso di traduzione.


Il testo racconta la triste storia del pugile nero Robin Hurricane Carter, e di come, al culmine della sua carriera sportiva e quando stava per diventare campione del mondo, sia stato accusato di un triplice omicidio avvenuto in un bar di Paterson, New Jersey il 3 giugno 1966.


Furono uccise tre persone quella maledetta notte, ma una di queste non morì subito, fu trasportata in fin di vita in ospedale, e al suo cospetto fu condotto Hurricane, che non fu riconosciuto come uno di quelli che avevano sparato.

Nonostante questo la "macchina infernale" si era ormai messa in moto e, tra vicissitudini varie comprese manifestazioni popolari di protesta e solidarietà, il povero Rubin Hurricane Carter finì in prigione per ben venti anni, finchè un gruppo di cittadini canadesi si interessò al suo caso imponendo la riapertura del processo sulla base di nuovi elementi che lo scagionarono, e fu scarcerato nel 1985.


La canzone di Bob Dylan fece conoscere al mondo intero questa triste storia, anche a quelli che, non vivendo negli States, non seguivano molto i casi di cronaca americana.


Sicuramente è una vicenda che affonda le sue amare radici nel razzismo nei confronti dei neri, infatti per come si svolsero i fatti se ne deduce che volessero trovare un colpevole a tutti i costi, pur sapendolo innocente, e che fosse nero.... tristissimo!


Di questa, come di tante altre storie simili, spesso mi chiedo cosa sia rimasto, cosa la gente ricordi, cosa la gente abbia imparato.

venerdì 11 settembre 2009

Quell'11 Settembre 2001.... per non dimenticare mai


Pomeriggio dell'11 settembre 2001, un pomeriggio di fine estate, eravamo ancora in pieno jet lag poichè eravamo tornati da poco da un viaggio negli States, in California per la precisione, dove eravamo andati a trovare mia figlia che all'epoca viveva là.
C'era un bel sole quel giorno, proprio come oggi, anche se l'aria era ormai fresca mattina e sera, segno della fine ormai prossima dell'estate. L'inizio delle scuole era imminente. Ero sdraiata che stavo leggendo un giornale e quasi mi si chiudevano gli occhi, il jet lag ha un calo "fisiologico" dopo un pò di giorni ma per un pò il sonno ti coglie spesso a qualunque ora. Le mie bambine erano in cucina che guardavano un programma per ragazzi trasmesso alla tv, un pomeriggio come tanti, con la sola e notevole differenza della tristezza che dominava i nostri pensieri. Tornare da quei viaggi infatti non era solo un problema di jet lag ma la tristezza di esserci salutati con la speranza di rivederci, se andava bene, un anno dopo,ed era un qualcosa che non sarebbe passato come l'effetto del fuso orario.
Di colpo furono interrotte le trasmissioni per un'edizione speciale di un tg, tutto subito non si capiva cosa stesse succedendo, forse un incendio, una disgrazia o che altro? La realtà fu purtroppo ben chiara nel giro di pochi minuti, sopratutto man mano che le notizie diventavano più dettagliate, e subito lo sgomento ci colse in maniera profonda, perfin irreale, stentavamo a crederci, ci sembrava un brutto sogno, una via di mezzo tra un incubo e un mediocre film.
Una sensazione di freddo alle ossa, stranissima, mi colse all'improvviso e non mi lasciò più per giorni e giorni. Ci rifiutavamo di credere che la barbarie umana arrivasse a tanto per colpire il cuore di una grande nazione.
Mai potremo dimenticare quel giorno, ogni anno quell'11 settembre lo riviviamo minuto per minuto.
Forza America! Old Glory continua a sventolare fiera, pure se ferita a morte!

domenica 6 settembre 2009

allons-nous à Genêve ?



Ho trascorso qualche giorno a Ginevra, il tempo era bellissimo ma piuttosto freddo direi, soffiava infatti la "bise" che è un pò come la bora di Trieste, e una mattina presto c'erano 7 gradi, infatti abbiamo dormito con i piumoni!
Questa è una foto della città dall'alto, fatta dalla grande ruota panoramica che da qualche mese è stata installata nel parco adiacente Boulevard des Trancheès. E' visibile lo spettacolare Lac Leman, che è il più grande lago dell'Europa Occidentale (89 km³).
Il grandissimo getto d'acqua vicino al molo è visibile praticamente da tutta la città, così in qualunque punto vi troviate potete capire da che parte sta il lago. Passeggiate,parchi bellissimi e molto curati, maestosi e antichi palazzi arricchiscono la riva ginevrina del lago, e ci sono anche eleganti imbarcazioni che trasportano i turisti nonchè locali che si affacciano sull'acqua dove poter pranzare o anche solo prendere un caffè ammirando lo splendido panorama.
Ginevra riserva una gradita sorpresa a chi la visita e soggiorna in hotel, il biglietto gratuito per utilizzare i mezzi pubblici per tutta la durata del soggiorno, non male!

venerdì 7 agosto 2009

Pomeriggio a passeggio nel Medioevo.....



Caldissimo pomeriggio d'estate, un caldo a dir poco scoraggiante però chiusi in casa è un peccato pensando all'inverno che arriverà e ovviamente sembrerà interminabile. Decidiamo così di uscire per andare al Borgo Medioevale, nel Parco del Valentino, meta di molti torinesi specie la domenica e tappa anche di molti sposi il giorno del matrimonio per fare le foto, si perchè il parco è bellissimo nonchè molto curato e pieno di fiori e piante rare.
Essendo un giorno lavorativo il parco è pressochè deserto e troviamo posteggio a pochissimi metri dall'ingresso del borgo. Arriviamo con tramezzini e bibite, per una specie di picnic molto molto improvvisato tanto per goderci più possibile quel bellissimo posto senza pensare al pranzo.
Sono stata lì tantissime volte eppure ogni volta ha un fascino particolare, come se fosse la prima. Di colpo ci si ritrova in un'atmosfera quasi magica, davvero un viaggio indietro nel tempo. Pur non essendo originale medievale, ma costruito molti anni dopo in occasione dell'esposizione generale italiana, ha comunque un fascino molto particolare secondo me.
Ora alcuni brevi cenni storici sul borgo e sulla foto che pubblico:
Ideato da un gruppo di artisti e intellettuali coordinati da Alfredo D'Andrade e costruito in occasione dell'Esposizione Generale Italiana del 1884, il Borgo presenta forma, struttura, finiture e decorazioni scrupolosamente riprese da edifici quattrocenteschi del Piemonte e della Valle d'Aosta. La Rocca è aperta al pubblico, con un percorso di visita in cui la vita e l'atmosfera dell'epoca sono ricostruite negli splendidi ambienti della dimora del Signore con effetti di suoni, di luce e di profumi; il percorso comprende ora anche il "Giardino delle Delizie".
La casa nella foto è Casa Aschieri, da Bussoleno (Valle di Susa), con danza dei folli, affresco copiato dal fronte di un'osteria in seguito distrutta, a Lagnasco (Cuneo).

Per chi fosse interessato a visitare il Borgo Medioevale o comunque a saperne di più ecco il bellissimo sito web con tanto di visite virtuali:

http://www.borgomedioevaletorino.it/

giovedì 30 luglio 2009

Una tragedia.... che si poteva evitare?

La notizia ieri sera al telegiornale, che si segue spesso cenando. A Catania una giovane madre soffoca con un cuscino il suo piccolo di trenta giorni perchè, così diceva l'articolo, piangeva troppo e lei non ce la faceva più. All'orrore che si prova sentendo una simile notizia subito seguono i commenti di uno psicologo che parla di "depressione post-partum" e poi parla anche di "follia".
La stessa notizia descritta da giornalisti diversi cambia in alcuni particolari, e io faccio ovviamente riferimento a quel che ho sentito ieri sera al telegiornale.
L'articolo parla di una giovane con due bambini, uno di trenta giorni e l'altro di poco più di un anno, con una situazione affettiva instabile, pare avesse un compagno che non ha voluto neanche riconoscere suo figlio, figuriamoci come le stava vicino. Ho pensato a lungo, anche perchè ci sono passata e so come ci si sente dopo il parto, quando subentra una stanchezza fisica ma anche molto mentale, nel momento in cui invece avresti paradossalmente più bisogno di energie sia fisiche che mentali per far fronte alle nuove responsabilità, accudire un neonato e magari ci sono anche altri figli in casa, per cui pulire, lavare,stirare, cucinare ecc ecc quando la notte non puoi dormire perchè il piccolo piange e va accudito. Dopo qualche settimana di quella vita ci si sente davvero a terra in tutti i sensi. Spesso si sente dire che il parto non è una malattia o un intervento, ovvio che non lo è, ma spesso lo dicono persone che o sono medici maschi o comunque son persone che non han provato, bella gente queste cose bisogna provarle sulla propria pelle! Sia ben chiaro che NIENTE giustifica un gesto così orribile ma, come per ogni cosa, si cerca una spiegazione, cosa ben diversa, si cerca di capire se un fatto così grave poteva essere evitato.
Due bimbi piccoli significano non dormire di notte per seguirne uno e non dormire di giorno per seguire l'altro, e questo va avanti per mesi, aggiungiamo poi che di sicuro bisogna sbrigare un minimo di faccende domestiche e, anzi, con due figli neanche tanto un minimo. Se poi aggiungiamo una vita affettiva disastrosa e non viene difficile immaginare magari anche problemi economici beh... il cocktail è davvero esplosivo.
A questo punto mi sentirei di dire che piuttosto che usare la sindrome post-partum come capro espiatorio perchè non puntare il dito contro chi doveva stare vicino a questa donna e non l'ha fatto? La famiglia in primo luogo, dov'era? Aveva manifestato sintomi depressivi ed è stata ignorata o sottovalutata? Era seguita da qualcuno, tipo assistenti sociali, parrocchia o altro? Visto e considerato che sono fatti che non capitano poi neanche tanto di rado forse sarebbe ora di cominciare a porci certi interrogativi?
Resta la tristezza infinita di quel piccolo angelo venuto al mondo da poco, in questo mondo che così presto e così tragicamente ha dovuto abbandonare.....

lunedì 13 luglio 2009

Passeggiata attraverso la storia.......



Sabato scorso (11 Luglio) non era una giornata caldissima o, meglio, era un bel caldo secco e ventilato, l'ideale per uscire a passeggio. Siamo così andate io e mia figlia a fare un bel giro nel popolare quartiere di Porta Palazzo, camminando a lungo tra i numerosi e variopinti banchi dell'antico mercato. Dopo una breve sosta ristoratrice presso il dehor di un bar in Galleria Umberto I, abbiamo ripreso la passeggiata fino ad arrivare ai piedi delle Porte Palatine, che ho visto da vicino tante tante volte da quando abito a Torino eppure ogni volta è un'emozione, forse indescrivibile. Ci si ritrova per un attimo a fare un salto indietro nel tempo, fino al 25 A.C., anno in cui furono edificate. Ma ora qualche accenno storico: Le Porte Palatine, nome con cui è comunemente nota la torinese Porta Palatina (in piemontese Pòrta Palatin-a o Tor Roman-e), sono una costruzione romana che consentiva l'accesso da settentrione ad Augusta Taurinorum, la civitas ( la città) romana che oggi prende il nome di Torino. Gli imponenti resti dell'antica struttura sono visibili al centro di un'area aperta, l'odierna Piazza Cesare Augusto.
L'edificazione delle Porte Palatine, conosciute in epoca romana come Porta Principalis, è avvenuta tra la fine del
I secolo a.C. e l'inizio del I secolo, periodo a cui risale la fondazione di Augusta Taurinorum. Oggi l'antica Porta Principalis si staglia di fronte al visitatore con le due torri a sedici lati e il corpo centrale, ma solo quest'ultimo è opera autentica degli architetti romani. Le torri vengono erette in epoca posteriore e subiscono numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli: i merli, ad esempio, sono aggiunti nel 1404.
Il nome Porta Palatina proviene da Porta Palatii, termine che indicava la contiguità del Palatium Imperiale alla fine del
XII secolo, un edificio divenuto poi sede dell'amministrazione comunale. Il Palatium ospita molte presenze illustri nel corso dei secoli, dai sovrani Longobardi ai controversi soggiorni di Carlo Magno e Carlo il Calvo.
Il processo di rinnovamento urbanistico avviato nei primi decenni del
Settecento da Vittorio Amedeo II di Savoia prevede la scomparsa delle Porte Palatine. Lo smantellamento non viene poi attuato grazie all'intervento dell'ingegnere Antonio Bertola, che riesce a convincere il Duca della necessità di preservare l'antica opera architettonica. Non si conoscono le argomentazioni addotte dal Bertola a sostegno della sua tesi, ma è lecito supporre che egli abbia evocato alcuni concetti impliciti nell'architettura romana: la cinta muraria intervallata da porte d'accesso non ha solo uno scopo difensivo, serve anche a marcare la differenza in termini di civiltà tra un accampamento barbarico e una civitas romana.
Nel
1724 l'edificio annesso alle Porte Palatine cambia la sua destinazione d'uso e diventa prima il carcere del Vicariato, poi un istituto dove sono detenute donne accusate di delitti comuni. Tra il 1860 e il 1934 una lunga serie di interventi cerca di restituire, per quanto possibile, l'immagine originaria delle Porte Palatine: si riapre l'antica duplice porta e si isola la struttura dal contesto urbano circostante, abbattendo un gruppo di vecchie case troppo a ridosso del monumento.
Le abbiamo attraversate con calma, immergendoci in quel breve ma emozionante viaggio nel tempo....... bellissimo!
(per gli accenni storici, fonte: wikipedia)

giovedì 2 luglio 2009

Una coppia di fidanzati giapponesi truffati a Roma.......

Una coppia di fidanzati giapponesi in viaggio a Roma si ferma a pranzo in un noto ristorante (così dicono le cronache), e al momento del conto si vede chiedere l'esorbitante cifra di ben 600 euro per un pranzo, compresi ben 115 euro di mancia! (a parte il conto esageratissimo ma da quando da noi nei conti dei ristoranti è compresa una quota-mancia?). Viene da chiedersi per una cifra simile che prelibatezze e rarità culinarie siano mai state servite ai due giovani? Macchè...... I due malcapitati, è il caso di dirlo, pagano, escono e si dirigono immediatamente nel più vicino commissariato a denunciare il fatto. La denuncia è per truffa ovviamente, ma non è tutto, dai controlli effettuati sul locale sono pure emerse gravi carenze igieniche oltre alla presenza nel ristorante di frigoriferi non funzionanti, bella roba davvero, non riesce difficile immaginare in quali condizioni venissero preparati i pasti venduti ai turisti a peso d'oro, che vergogna! Viene da chiedersi da quanto tempo andasse avanti la cosa e non solo, in quante altre città turistiche capitano fatti analoghi? Ancora per quanto passeremo per un paese di disonesti, furbi e intrallazzatori sempre e solo per colpa di qualcuno? Non mi aspetto le scuse dei responsabili, sarebbe troppo comodo, mi aspetto giustizia, ma quella vera, quella che ogni italiano ormai invoca ogni santo giorno. Personalmente, come semplice cittadina, vorrei poter porgere le scuse ai due fidanzati giapponesi, anche memore dello splendido trattamento che ho ricevuto quando sono stata in Giappone, dove una delle prime cose che mi ha colpita per tutta la durata del mio soggiorno là è stata proprio la correttezza delle persone che, in un ristorante o negozio che sia, hanno a che fare con turisti stranieri.

Nubifragio su Torino.......



Ieri nel tardo pomeriggio su Torino si è abbattuto un violentissimo nubifragio. Mi trovavo fuori casa, stavo guidando, quando il tutto si è scatenato in un attimo, cominciando con la pioggia violentissima (i tergricristalli alla massima velocità non erano sufficienti!) e cadeva anche la grandine. In un attimo si sono otturati i tombini, le strade si allagavano, l'acqua cadeva con così tanta violenza da rendere la visibilità scarsissima e dunque estremamente pericoloso il trovarsi alla guida di un veicolo. Eppure strada facendo non ho trovato dove potermi fermare in sicurezza, l'unica cosa da fare restava rendere il veicolo più possibile visibile accendendo tutte le luci e procedere più lentamente possibile, ma questo ovviamente non bastava o, almeno, sarebbe stata una procedura corretta se non fosse stato per i soliti imbecilli (e come altro definirli del resto...) che procedevano a tutta velocità, lo stesso come capita quando le strade sono ghiacciate oppure c'è la nebbia. Ad un certo punto un'auto, che procedeva ad elevata velocità mi è passata vicinissima sollevando un'onda di acqua praticamente, che per alcuni interminabili secondi mi ha azzerato la visibilità anteriore e laterale sinistra, siamo stati fortunati, se fosse sopraggiunto un veicolo o, peggio ancora, un pedone di corsa in cerca di riparo non oso immaginare come sarebbe potuta andare a finire. Ma siamo ancora tra i fortunati che sono tornati a casa sani e salvi. Non è andata altrettanto bene ad altre sfortunate persone, chi è stato investito, chi si è visto la casa bruciata da un fulmine, è anche morto un volontario dei vigili del fuoco, un bollettino davvero pesante per la mia città. Eppure stasera, mentre cenavamo, guardando un famoso telegiornale di cosa han parlato, oltre al resto ovviamente? Del nubifragio che un'ora prima era caduto su Roma..... e noi a Torino chi siamo? Cittadini di serie B? Del resto è quello che ci fanno sentire, altro che sentirci europei! Nemmeno italiani ci fanno sentire! Forse ne han parlato in qualche tg regionale, sta di fatto che non eravamo degni della prima serata.... Eppure i titoli di un quotidiano recitano testuali parole: "Uragano su Torino: fulmine centra casa, due bimbi travolti, morto un volontario dei vigili del fuoco", eppure non siamo stati degni di nota...........